Il pope di Exogè
Il pope di Exogè

Il pope di Exogè

Exogè è un piccolo luogo incantato…quattro case sulla punta nord di Itaca con una chiesina isolata nel punto più alto, grandi alberi, due panchine, la tomba antica di un pope…una lastra di pietra nell’erba con il nome ed una croce…ed una vista mozzafiato su capo Dukato, l’estremità meridionale di Lefka, col faro sulla scogliera selvaggia da dove la leggenda vuole che si fosse gettata Saffo…cosa si può chiedere di più? Un pope rustico, con cui fare amicizia…e guardarlo insegnare a suonare le campane a mio figlio, allora bambino…ed ascoltarlo raccontare…

E raccontava…raccontava…e raccontava del fratello Partigiano che salvava gli invasori italiani che, dopo l’8 settembre, si gettavano a nuoto per sfuggire alla vendetta degli “amici” nazisti, cercando di attraversare a nuoto il canale tra Cefalonia ed Itaca…quanti italiani “brava gente” (una delle menzogne più insopportabili della nostra patriotica narrazione!) sarebbero annegati senza l’aiuto dei partigiani greci? E raccontava, anche altro, e ogni tanto si ristorava facendo una scappata dietro l’altare della chiesina, e tornando che profumava di ouzo e di altre storie magiche.

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