Nikolas era un’icona di Itaca, e del porto del capoluogo, Vathi. Alto, biondo, occhi azzurri, una bellezza frutto di incroci di sangue e genti diverse. Portava l’acqua alle barche, a quelle dei pescatori, dei naviganti…e dei turisti. La sera si condividevano bicchieri di tsipouro, parecchi, fumo e risate, tante. Il giorno popolava la banchina con la sua presenza, e con l’antica autobotte, calzoncini, scarpe da tennis, calzettoni e una risata contagiosa, sempre al sole.
Sì prendeva ogni tanto, anche più di ogni tanto, una pausa e, se la sera precedente aveva fatto conquiste, ti navigava accanto, cantando forte “that’s ammore…vita bella”. Ormeggiava il vecchio catamarano a vela senza vele, dando fondo in qualche angolo appartato, e per un po’ non lo sentivi cantare…ma bastava immaginarlo per ricevere buon umore. Un anno la banchina era vuota, barche e turisti erano sempre di più, mancava lui. Il sole se l’era portato via, l’aveva bruciato sulla pelle e dentro, ma sicuramente avrà riempito qualche altro luogo di risate e di “vita bella”.