Partigiano Yanis
Partigiano Yanis

Partigiano Yanis

Molti anni fa, se sì voleva andare da Atene ad Igoumenitsa cercando di avere sempre il mare alla propria sinistra, bisognava faticare…non c’erano le litoranee di adesso, bisognava percorrere strade sterrate arrampicate sulle colline lungo la costa. E a volte era più bello, l’orizzonte che si apriva dall’alto, verso le isole era emozionante, Itaca, Cefalonia, Lefka, Kalamos, Kastos. E dall’alto si scoprivano luoghi magici, come Mitika.

La prima volta, scendendo per raggiungerla, una piccola pioggia estiva, il riparo sotto un ulivo, davanti ad una piccola casa contadina. Dall’unica finestra un viso antico e, finita la pioggia, un piatto con pane caldo, formaggio, pomodori e, ovviamente, un bicchiere di retsina, in silenzio.

E il contadino col viso antico girava intorno alla moto, dicendo “Roma, Italia, Mussolini…”. Si materializzò la tessera, mia, del Partito Comunista, ancora Rossa, con Falce e Martello. E seguirono abbracci e poco dopo si materializzarono anche tante persone, che facevano festa, cantando Bella Ciao!

Yanis era uno dei pochi partigiani superstiti della feroce guerra civile del ’46. Era stato una volta a Mitika, in viaggio di nozze…era bella e lontana, sei chilometri.

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